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Dover parlare di se stessi è un esercizio infame e non è ciò che più conviene alla mia salute in questo momento, così non lo farò, lascerò ad altri il compito di farlo.

Questa è una storia in bianco e nero, la più intima. Quella che ha unito Miguel di più a questo essere, un tale Bosé.


Prima di essere il cantante, l’attore Miguel è un giovane che studia preso il Liceo Francese, che migliora il suo inglese in Inghilterra, che parla italiano e viaggia in Italia con la sensazione di essere un poco di quelle parti. Ogni anno meno Dominguin e più Bosé. Vive mondi che sono molto lontani, agli antipodi dell’ambiente taurino.
Dal ricordo degli amici, dalla famiglia, dai “mostri” che sono passati nella sua vita, dai ricordi mitici e da quelli dimenticati, dal ricordo degli anni ’70, dalla memoria della nascita del suo primo disco, dai suoi gusti musicali di allora, dal ricordo dell’ambiente dove nacquero le canzoni del disco “Linda”, che era un universo musicale miscelato al gusto italiano in chiave inglese, in tutto questo si rifletteva il mondo che viveva allora Miguel.


Nel 1986 Miguel Bosé firmò per la Warner e gettò le basi per un percorso di libera creazione artistica per la continua evoluzione di uno stile proprio, per lo sviluppo di una carriera discografica che ha fatto storia nella musica occidentale contemporanea.
Nel suo disco “Bandido”, aveva scoperto gli elementi ottimali, le condizioni necessarie che dovevano confluire nella produzione, nella registrazione di un disco dal marchio Bosé.


Bosé proveniva da dieci anni convulsi e confusi, dal provare quasi tutte le inquietudini artistiche, dirigere opere di teatro (“Los bosques de Nyx” per il Festival de Mérida del1994), presentare programmi televisivi (l’oggi mitico Séptimo de caballeria”), avventurarsi nell’industria alimentare e alberghiera, dal prestare la sua voce e la sua presenza in campagne politiche del PSOE. E al di sopra di tutto, dal superamento di un pauroso incidente d’auto che lo ha obbligato a rimanere in casa, lui mai immobile, per molti mesi.


Nel 2010, Miguel era ancora reduce dalle celebrazioni per i suoi trent’anni di carriera con l’ eccezionale successo di “Papito”, che per due anni è stato il disco più venduto in tutti i mercati latini, con più di due milioni e mezzo di copie. E come se non bastasse, durante questi due anni ha percorso mezzo mondo con lo spettacolo “Papitour”.